San Cristoforo

All’interno della chiesa di Sant’ Antonino, vi è la chiesetta di San Cristoforo che risale all’ anno 1000 o poco più tardi è di fatto la prima chiesa nata a Mompiano.​All’interno della chiesa di Sant’ Antonino, vi è la chiesetta di San Cristoforo che risale all’ anno 1000 o poco più tardi è di fatto la prima chiesa nata a Mompiano.

Monastero Del Buon Pastore

“Dio parla nel silenzio, ma bisogna saperlo ascoltare. Per questo i monasteri sono oasi in cui Dio parla all’umanità; e in essi si trova il chiostro, luogo simbolico, perché è uno spazio chiuso, ma aperto verso il cielo”. Così Benedetto XVI si soffermava sulle caratteristiche dell’uomo in preghiera durante l’udienza generale del 10 agosto 2011. Presentare il piccolo progetto di tinteggiatura di alcuni spazi del monastero (le sette celle, il refettorio, la cucina e il parlatorio) del Buon Pastore diventa l’occasione per parlare anche con la superiora, madre Giacinta, sulla presenza di questo polmone di spiritualità nella valle di Mompiano. Imbiancare, dopo 20 anni gli interni, significa anche rendere più salubri gli ambienti nei quali le suore trascorrono molto tempo, se pensiamo alle celle, per pregare.

Oggi parlare di preghiera può sembrare quasi fuori moda. Cosa significa per voi pregare?

Per noi pregare è vivere. Pregare è dialogare con Dio per sapere la sua volontà e metterla in pratica. La nostra preghiera è di lode e intercessione per l’umanità sofferente.

Qual è la storia della comunità?

Siamo nate dalla e nella Chiesa di Dio che è in Brescia, il nostro monastero è ad essa legato in maniera peculiare. Siamo state fondate dal vescovo mons. Corna Pellegrini nel 1901, perché pregassimo per la santificazione dei sacerdoti soprattutto quelli diocesani e per intercedere affinché si faccia un solo gregge, un solo Pastore come recita la preghiera di Gesù nel vangelo di Giovanni (10,16). Dal 1998 il Monastero del Buon Pastore si è trasferito nella nuova sede di via Lama 83 a Mompiano.

Su cosa avete puntato in questi anni?

Il nostro impegno quotidiano è la ricerca del volto di Dio che si rivela nei fratelli e sorelle che incontriamo e nella creazione che contempliamo.

Qual è il contatto con la comunità esterna? C’è uno scambio?

I nostri rapporti con l’esterno sono di accoglienza per le persone che si affidano alle nostre preghiere o per una parola di conforto. Lo scambio avviene attraverso gli incontri che ci arricchiscono spiritualmente perché in ogni persona c’è un tesoro da scoprire.

Come sono scandite le vostre giornate?

Le nostre giornate sono scandite tra preghiera, lavoro, e vita fraterna. Iniziamo la giornata con il canto delle lodi alle 6 e concludiamo la giornata con la celebrazione della Compieta alle 20.30.

Per mantenervi economicamente siete impegnate anche a livello lavorativo. Di cosa vi occupate?

A livello lavorativo, vista l’età non più giovane della nostra comunità, facciamo qualche lavoro di recupero di paramenti sacri e la scrittura di pergamene, che però non ci permetterebbero di sostenerci se non ci aiutassero le offerte di benefattori e l’immancabile Provvidenza.

Sant’ Antonio Abate – Canossiane


1856 – Istituto Canossiano Scuola Audiofonetica in Mompiano Brescia (8°Istituto Canossiamo per le Sordomute)

In Brescia c’era l’Istituto Canossiano per le fanciulle abbandonate fondato dalle prime suore della Congregazione «Figlie della Carità» di cui fu prima Superiora canossiana Madre Angella Bragato. Questo Istituto fu aperto alla presenza della stessa fondatrice Santa Maddalena di Canossa nel 1834: per quanto riguarda invece il campo scolastico dei sordi per opera Canossiana a Brescia fu realizzato a cura della madre Giulia Fantasia nel 1856.

La stessa iniziò la scuola per le sordomute, in Via San Martino delle Battaglie, portando esperienze metodologiche, dagli Istituti canossiani per le sordomute di Verona, di Milano, di Venezia e di Cremona. Questo di Brescia fu l’ottavo posto dalle serie delle fondazioni canossiane per le sordomute. La prima scuola usava il metodo mimico-gestuale ma ben presto si adottò il metodo orale confermato poi dopo la decisione del Congresso di Milano nel 1880 il quale stabilì il metodo della parola viva nell’insegnamento ai sordomuti.

Lo sviluppo scolastico canossiano di Brescia era ben noto da tutta la cittadinanza e l’autorità locali sostenendo il beneficio a favore delle sordomute. L’ammirazione progredì con il consolidamento dell’Istituto con tutte le sue funzioni didattiche ed annessi i laboratori femminili da quando fu costituite il Comitato Pro Mutis fondato dal Mons. Giovanni Marcoli nel 1901 e formato dai Maestri e delle famiglie allo scopo di affiancare il medesimo Istituto e valorizzarlo.

Nei primi del novecento entrò il possesso dell’attrezzatura didattica e professionale che andò sempre più perfezionandosi nonostante le dolorose vicende della prima guerra mondiale dovendo cederne l’uso ai militari dal 1916 al 1918.

Nel 1919 l’Istituto fu trasferito a Mompiano pochi chilometri dal Centro di Brescia, in Via Sant’Antonio, 61.
Per iniziativa Mons. Solvetti superiore dell’Istituto Canossiano, per la raccolta delle elargizioni per la nuova costruzione del medesimo Istituto, per poter rispondere completamente alle necessità scolastiche delle sordomute.

In decreto del 1927 riconosceva l’idoneità dell’Istituto Canossiano all’equiparazione delle scuole pubbliche per l’assolvimento dell’istruzione d’obbligo dei sordomuti, e continuò a procedere nel campo scolastico e professionale in base alla legge dell’istruzione obbligatoria ai ciechi e ai sordomuti del 1923 (R.D. n.720 del 4.4.1927).

Al termine della costruzione fu solennemente inaugurato il moderno edificio nel 1928 che per quel tempo era fra i migliori di Italia anche in campo didattico.

Negli anni sessanta furono acquistati nuovi strumenti altamente specializzati per la rieducazione fonetica ed acustica nonché le serie dei lavori per la decorazione del fabbricato.

Nel contempo cominciava a funzionare anche la sezione maschile dapprima per i più piccoli in fase di demitizzazione e poi la scuola materna.
La serenità delle suore canossiane è precipitata da quando le evoluzioni socio-politiche conducono in maniera di flessibilità i bambini sordi alle scuole dei normali. Per questo fu uno dei primi complessi canossiani che iniziò e sopprimere le classi speciali a partire dal 1973 e iniziò a procedere a nuove sperimentazioni delle classi aperte con la partecipazione dei bambini sani nella nuova denominazione dell’Istituto «Scuola audiofonetica» (1974). A poco a poco finisce così la scuola tradizionale con annesso convitto per le sordomute che conclude ben 130 anni di dedizione con fede ed amore verso di loro nel 1977.

Attualmente gestisce la scuola materna autorizzata «A.Uberti», la scuola elementare parificata e la scuola media «Co. G. Honoris»  mentre la scuola audiofonetica funziona in piena attività con la scuola integrata con bambini e ragazzi che non sentono. Per approfondire sulla scuola audiofonetica può consultare al sito cliccando qui.

LA CONGREGAZIONE DELLE FIGLIE DELLA CARITÀ

L’Istituto Canossiano di Verona è la casa madre della suddetta comunità presso il Convento di San Giuseppe dove era la culla posta dalla Santa Maddalena di Canossa, fondatrice delle Figlie della Carità.
Le suore operano in tutto il mondo per l’educazione dei bambini poveri, l’assistenza agli ammalati ed anziani ed altre opere nello spirito della suddetta fondatrice.
Sul campo dei sordomuti la Congregazione si occupa di questo a partire da Verona poi a Milano ed a Venezia ed infine in tutte le parti di Italia. La curia generalizia della Congregazione è in Roma in Via della Stazione Ottavia.

SUORE CANOSSIANE
Dalla documentazione esistente è Madre Fantasia Giulia, figlia della carità, che fu considerata la fondatrice della scuola per le sordomute a Brescia ed anche la prima educatrice e superiore del suddetto complesso. Per il momento non è stato possibile completare l’elenco delle superiore della scuola speciale dapprima a Brescia e poi a Mompiano.
Nel 1989 la superiora dell’Istituto di Mompiano fu Madre Gabriella Oneta.
L’attuale superiora della citata istituzione è Madre Piera Opizzi (2005) mentre il direttore della Scuola audiofonetica è del Prof. Lucio Vinetti dal 1995.
Questa è la storia dell’educazione delle sordomute per opera delle suore che hanno dato il dono prezioso della parola e della redenzione ai non udenti nella società civile.

Note di evidenza:
1856 – Apertura della scuola per le sordomute dalla madre Giulia Fantasia in Via San Martino delle Battaglie.
1901 – Fondazione del Patronato «Pro-Mutis» a favore dell’Istituto Canossiano.
1919 – Trasferimento della scuola a Mompiano in Via Sant’Antonio 61.
1927 – Scuola parificata dello Stato ai sensi del R.D.n.720 del 4.4.1927.
1973 – Prima scuola integrata tra bambini sordi e quelli normoudenti.
1977 – Chiusura del Convitto mentre la scuola funziona con nuovi servizi specifici a favore dei Sordi.

Sant’ Antonino

La chiesa di Sant’Antonino della parrocchia di San Gaudenzio a Mompiano L’antica parrocchiale risale alla fine del Trecento ed è intitolata a Sant’Antonino, soldato romano martire e patrono di Piacenza. Qui veniva officiato in tempi anti- chi il culto religioso per i residenti del quartiere. Ancora oggi si possono ammirare notevoli opere realizzate nel corso dei secoli, secondo il gusto del tempo: l’Altare dei Santi, di Giulio Vannucci, risalente al XVII secolo, con la Pala di Sant’Antonio da Padova con Santi; la Pala dell’altare maggiore, del XVI secolo, che raffigura la Madonna con Gesù Bambino e Santi, e l’Altare del Rosario, del XVII secolo, con i Misteri del Rosario.

Santuario Santa Maria

La chiesa di Santa Maria, edificata nel settecento sui resti di un’antica cappella, si trova nell’omonima piazza nel centro di Mompiano e custodisce al suo interno due preziosi gioielli: la pregevole e significativa la linea dell’altare maggiore, di Francesco Pialorsi, dei secoli XVII-XVIII, e l’affresco quattrocentesco di “Cristo Paziente” (o Cristo Deriso), un particolare dipinto murale, del secolo XVII.

San Gaudenzio

Gaudenzio (Brescia, ?– 410) fu vescovo di Brescia dal 387 al 410, viene venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Teologo ed autore di molti scritti, quando morì san Filastrio il popolo di Brescia lo elesse vescovo, contro la sua volontà: per questo si trasferì in Terrasanta. Fu consacrato da sant’Ambrogio nel 387.

I resti di Gaudenzio si trovano in San Giovanni a Brescia, presso il sito del Concilium Sanctorum. È dipinto spesso su pale d’altare in Brescia, da autori famosi quali il Moretto, Savoldo, ed il Romanino.

La memoria del santo è fissata al 25 ottobre.

Fu l’ottavo vescovo di Brescia, la città in cui era nato. Si sa qualcosa sulla sua vita dai suoi dieci Sermoni, inviati ad un meritevole concittadino che perché malato, non poteva recarsi ad ascoltarlo. Gaudemnzio, per la suo umiltà, pensava di svolgere il suo ministero unicamente attraverso la predicazione. I suoi discorsi vennero copiati e diffusi perché richiesti dai fedeli. Quando fu eletto vescovo, a furor di popolo e con l’approvazione di Sant’Ambrogio, era in pellegrinaggio in Terra Santa. Fece parte anche della missione di vescovi(obbligati poi a tornare indietro) che il Papa ha inviò in aiuto di Giovanni Crisostomo. Gaudenzio, molto colto ma insicuro, godeva fama di grande santità e per questo ebbe la stima di grandi personalità religiose e civili del suo tempo.

Etimologia: Gaudenzio = allegro, gaudente, dal latino

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Brescia, san Gaudenzio, vescovo, che, ordinato da sant’Ambrogio, rifulse tra i presuli del suo tempo per dottrina e virtù, istruì il suo popolo con la parola e con gli scritti e fondò una basilica che chiamò Concilio dei Santi.